I pidocchi dei capelli

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i pidocchi del capo

ecco i pidocchi dei capelli

Pidocchi dei capelli

La pediculosi dei capelli è una patologia provocata da un piccolo parassita ematofago, detto più comunemente pidocchio.Dappertutto nel mondo il numero di individui contagiati da questa parassitosi dei capelli è aumentato a dismisura negli ultimi trent’anni.

Vengono colpiti, però, soprattutto bambini di età compresa tra i tre e gli undici anni da epidemie sistematiche nelle scuole, dove almeno un quarto dei bambini totali, a prescindere dalla loro situazione sociale, vengono contagiati.

 

Pidocchi dei capelli: come si manifestano?

Quando si viene contagiati dai pidocchi dei capelli, in genere, non è facile accorgersene in tempo. Infatti, quando la pediculosi si manifesta con forte prurito, localizzato dietro le orecchie e sulla zona occipitale, che alle volte si estende fino alla regione posteriore del collo, ciò vorrà dire che il contagio è avvenuto già da almeno una settimana e che, noi stessi siamo stati veicolo di altri contagi.


L’intensità del prurito è sicuramente un fattore soggettivo: alcuni individui lo sentono come forte e intollerabile, mentre altri quasi non ne soffrono. Se il prurito è molto intenso, alle lesioni per lo sfregamento, si possono associare cambiamenti dello stato della cute, come arrossamenti da infiammazione e talvolta infezioni di tipo batterico.

Il prurito è causato dai fori (minuscoli) che il pidocchio provoca nel mordere la cute. Queste micro lesioni, poi, a contatto con la saliva e le feci del parassita si infettano e portano all’intenso prurito. Un’altra “presenza” da ricercare (e più facile da individuare) è quella delle feci dei pidocchi, che si presentano come una polverina scura e secca.

 

Pidocchi dei capelli: come si riproducono?

Osservando con attenzione la cute, in cerca di pidocchi dei capelli è possibile trovare le uova, dette lendini, con un diametro di circa  un millimetro e di colore bianco-giallo, opalescente. Le lendini si presentano di forma ovale, a mo’ di lacrima. Si trovano a circa 3 o 4 millimetri dal cuoio capelluto e attaccate saldamente al fusto dei capelli.

Le zone più colpite sono principalmente dietro le orecchie e sulla nuca; sono molto simili alla forfora distinguibili facilmente da essa perché non vengono via dai capelli facilmente.

Generalmente, le uova situate a poca distanza dal cuoio capelluto sono in gestazione, mentre più distanti, si trovano principalmente solo dei gusci schiusi. Negli individui infetti ci sono dieci o dodici pidocchi a testa, tutto il resto in presenza lo fanno le lendini, vive o morte, di cui se ne trovano a centinaia. Il pidocchio sopravvive sulla persona contagiata uno o due mesi al massimo.

La femmina è capace di deporre ogni giorno otto/dieci uova, arrivando perciò nell’arco della sua vita a più di trecento uova prodotte. Dalle lendini, deposte ben attaccate ai capelli, dopo una settimana circa, escono le giovano ninfe, che sin da subito hanno bisogno di nutrirsi del sangue dell’ospite.

Quando deve rifornirsi di sangue, il pidocchio utilizza una protuberanza dalla forma tubulare, con cui penetra nella pelle e produce una sostanza che dilata i vasi sanguigni e non permette al sangue di coagulare.

Lontano dal proprio habitat, cioè l’uomo, e senza cibarsi, il piccolo parassita può sopravvivere anche un paio di giorni. Le lendini, invece, possono rimanere attive senza schiudersi circa per dieci giorni.

 

Pidocchi dei capelli: come avviene il contagio?

I pidocchi dei capelli non volano né saltano, anche se sono in grado di muoversi con molta agilità fra i capelli. Perciò il contagio avviene di solito per trasmissione diretta del parassita, da testa a testa.

Ma bisogna stare attenti a non prenderli anche indirettamente: scambiando pettini, spazzole, cappelli, berretti, sciarpe, lenzuola o effetti personali in generale. La conferma dell’avvenuto contagio si fonda, ovviamente, sul ritrovamento dei pidocchi e delle loro uova (e feci!) sulla testa.

 

Come sbarazzarsi velocemente e una volta per tutte dei pidocchi dei capelli

Il rimedio esiste! Ed anche quello più adatto alla pelle dei tuoi bambini. Per liberarti dei pidocchi dei capelli: segui il corso o consulta il libro completo al link http://www.eliminarepidocchi.com/.

Come procedere per la prevenzione pidocchi

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prevenzione pidocchi

Prevenzione pidocchi: da dove partire

Per la prevenzione pidocchi non esistono metodi scientifici. Perciò la prima cosa da fare per non trovarsi spiazzati di fronte ad una situazione di contagio di pidocchi è documentarsi.

Conoscere il loro aspetto (cercandone delle immagini), imparando perciò a riconoscerli, riuscire a distinguerli da altri parassiti o insetti e, cosa su cui ci soffermeremo più a lungo, sapere in che modo si riproducono è il primo e utile passo da intraprendere nella lotta e prevenzione ai pidocchi.

Il secondo step sarà la pazienza e la meticolosità con cui almeno ogni 10 o 15 giorni si dovrebbe ispezionare la cute dei nostri bambini. 

Conoscere il nemico

Prevenzione pidocchi: come dicevamo, occorre prima imparare qualcosa di utile sul loro aspetto ma principalmente sulle loro uova. Le lendini (è questo il nome scientifico delle uova di pidocchio) vengono deposte giornalmente da ogni femmina adulta in quantità di 5-12 a testa.

Il loro aspetto è simile a una comune forfora o desquamazione cutanea da sfregamento, perciò sono difficilmente riconoscibili. Per essere sicuri di avere a che fare con un fenomeno di pediculosi basterà fare attenzione alla loro posizione, a circa 5-8 millimetri dal cuio capelluto, e ancorate al fusto del capello.

Durante la deposizione delle lendini, infatti, le femmine producono una sostanza collosa che fissa le uova così saldamente ai capelli da riuscire con difficoltà a staccarle (e spesso a dover ricorrere all’uso delle unghie!).

Un altro aiuto nell’identikit delle lendini ci viene dal loro colore: inizialmente si presentano chiare, precisamente grigio-biancastre, e ciò le fa sembrare simili alla forfora. Ma in pochi giorni inizieranno ad imbrunirsi, fino a diventare quasi del tutto marroncine poco prima della schiusa, rendendosi in questo modo più evidentemente riconoscibili.

Prevenzione pidocchi: cosa fare

Dicevamo che è buona abitudine, per la prevenzione pidocchi, ispezionare periodicamente la cute dei nostri bambini. Ma vediamo nel dettaglio di che tipo di ispezione si tratti.

Ora che conosciamo l’aspetto dei pidocchi e delle loro uova sarà facile accorgersi in tempo di un loro contagio? La risposta è nella meticolosità con cui ci soffermeremo a osservare e nella complicità che dovremo creare con i nostri piccoli.

Innanzitutto agire con dolcezza, naturalezza e, in caso di avvistamenti, senza inutili allarmismi per non creare panico nei bambini. Dividere perciò con dolcezza i capelli, magari precedentemente bagnati così da avere una maggiore visibilità, e soffermarsi sulle zone dietro le orecchie e della nuca, guardando attentamente a pochi millimetri dal cuoio capelluto. Proprio in questi due punti, generalmente, gli insidiosissimi parassiti si annidano e depongono le lendini.

Presenze sospette? Ma siamo ancora in fase di prevenzione pidocchi!

Nel caso in cui, in una delle nostre solite ispezioni per la prevenzione pidocchi, dovessimo notare qualcosa di sospetto – generalmente sono le uova a essere scoperte con più facilità – niente panico!

Dobbiamo comunque accertarci che si tratti realmente di pidocchi e di lendini: perciò armiamoci di una lente di ingrandimento, piazziamoci sotto una fonte di luce diretta e iniziamo letteralmente a spulciare tra i capelli della nostra piccola vittima, magari sotto forma di gioco, così da non enfatizzare troppo.

Se poi riusciamo a vedere qualche zampina spuntare e a notare che il colore, la posizione e la forma è proprio quella delle lendini, allora la cosa migliore da fare sarà cercare il rimedio più adatto per liberarsene al più presto. 

Finita la fase di prevenzione pidocchi, si passa ai rimedi

Se di prevenzione pidocchi se ne parla poco, così non è per i trattamenti e i consigli su come sbarazzarsi dei pidocchi. Basta cercare aiuto su un qualsiasi motore di ricerca per essere immediatamente bombardati da tante – troppe!- informazioni, spesso inutili, ancora più spesso dannose per la sensibilità della cute dei nostri bambini.

Basti pensare a tutti quei trattamenti a base di sostanze tossiche che fungono da pesticidi, proposti pediatri, farmacisti e pubblicità.

Perciò, senza panico e perdite di tempo inutili, la soluzione che qui vi viene prospettata è quella di andare direttamente alla fonte dei rimedi pratici e naturali, proposti nel libro completo, per la prevenzione pidocchi http://www.eliminarepidocchi.com/.

Prevenzione pediculosi

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scopri se si possono prevenire i pidocchi

scopri se è possibile prevenire i pidocchi

Prevenzione pediculosi

 

Se anche voi siete ossessionati dalla paura di ospitare i pidocchi sulla testa dei vostri bambini. Se ne avete già avuto a che fare e non vorreste ricadere nell’incubo di un ulteriore contagio, allora sappiate che qualche piccolo accorgimento vi sarà utile per scoprire per tempo l’attacco di questi piccoli ma insidiosi nemici dei bambini.

Prevenzione pediculosi: cosa sono i pidocchi?

 

I pidocchi sono dei piccoli parassiti, appartenenti alla famiglia dei pediculidi.

Ne esistono di tre tipi, in particolare i pidocchi del corpo (che infestano anche indumenti, materassi e effetti personali), i pidocchi del pube (attratti da zone del corpo ricoperte di peli, come pube, sopracciglia, barba, ascelle) e, infine i più conosciuti, pidocchi del capo.

Teniamo sempre presente, però, che ospitarli non è mai indice di scarsa igiene: i pidocchi, infatti, sembrano prediligere anzi individui sani e puliti. Per cui, per prevenire una pediculosi, non basterà di certo lavarsi di più!

 

Come si riproducono?

 

Per la prevenzione pediculosi, il vero nemico da combattere, però, non è l’insetto in sé. Chiariamo subito: un pidocchio non può sopravvivere a lungo lontano dal suo habitat (il corpo di un ospite) e senza nutrimento (il sangue).

A resistere fino a 10 ma persino anche 15 giorni, senza schiudersi, sono le loro uova. Le lendini (è questo il loro nome tecnico) possono finire sulla testa dei nostri bambini in svariati modi: attraverso un fermaglio, un cappello, col contatto diretto di capelli infestati, ecc. Perciò, occorrerà spesso dedicarsi a delle periodiche ispezioni della cute e dei capelli per scovarle per tempo.

 

Prevenzione pediculosi: scoviamo le lendini

 

Il loro aspetto le rende simili alla forfora o alla comune seborrea, per questo facilmente confondibili. Ma qualche nozione in più, ci aiuterà a non lasciarle sfuggire e, se siete fortunati, a non permettere che si schiudano sulle teste dei piccoli ospiti.

Durante una normale ispezione del capo del bambino, perciò sarà bene soffermarsi qualche minuto in più sulle zone della nuca e dietro le orecchie.

In caso di presenze sospette, allora, si dovrebbe procedere con l’ausilio di un pettine specifico a denti strettissimi (di quelli de ovulanti, se ne trovano in farmacia).E magari anche con una lente d’ingrandimento.

Se poi volete aumentare ulteriormente la visibilità, inumidite i capelli e il gioco sarà fatto… Almeno il primo! Ciò che cerchiamo si presenta solitamente di colore grigio-biancastri (a volte anche giallo-marroncino), di forma ovale e – sotto una fonte di luce diretta – traslucido.

Prevenzione pediculosi: in che modo non farsi contagiare?

 

Quindi, un po’ per ricapitolare, non esiste un farmaco specifico nella prevenzione alla pediculosi, ma la nostra accortezza (e pazienza!) ci aiuterà molto a evitare il contagio o, perlomeno, a prenderlo in tempo. Vediamo di fissare qualche piccola regola.

Assolutamente da NON FARE:

  • scambiare e prestare effetti personali come spazzole, pettini, berretti, sciarpe, cappelli, ecc.)
  • tenere capi di vestiario ammucchiati in posti non appositi (sappi che è un tuo diritto chiedere che a scuola, in palestra o in piscina ci siano degli armadietti personali!).
Periodicamente controllare:
  •  i capelli,  soprattutto tra agosto e novembre, specialmente la nuca e dietro le orecchie in cerca di lendini (almeno una volta alla settimana)
  • soffermarsi anche sulla testa di tutti i componenti della famiglia.

 

Esclusivamente le norme per la prevenzione pediculosi sono valide per non prendere i pidocchi. I prodotti reperibili in farmacia non hanno nessuna azione preventiva.

 

Prevenzione pediculosi: a chi affidarsi?

Certamente di consigli utili in giro se ne trovano a volontà… Ma altrettanti se ne trovano di inefficaci e, spesso, anche dannosi per la cute dei nostri bambini. Perciò, senza perdere troppo tempo, sperimentando alla cieca trattamenti pesticidi, a volte altamente tossici anche per l’uomo, vi consigliamo di dare un’occhiata al libro completo sulla prevenzione pediculosi eliminarepidocchi.com

 

 

Shampoo antipidocchi: l’ unico rimedio?

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shampoo antipidocchi

scopri i rimedi naturali oltre lo shampoo antipidocchi

Lo shampoo antipidocchi: la soluzione più ricorrente

Di shampoo antipidocchi ormai non solo il web, le pubblicità e il passa parola da mamma a mamma ma ora anche i pediatri sembrano sempre più propensi a consigliarne l’utilizzo in caso di infestazione da pediculosi.

Poi, sarà la facilità del suo utilizzo, la sua familiarità? D’altra parte si tratta pur sempre di un semplice shampoo. O probabilmente è la speranza di liberarci al più presto dei piccoli ma fastidiosissimi parassiti che ci fa cascare nel mito dello shampoo pidocchi.

 

Lo shampoo antipidocchi: un trattamento farmacologico

 

Entrando in una qualsiasi farmacia, l’unico trattamento a cui veniamo indirizzati  è lo shampoo antipidocchi. Ma davvero con un semplice shampoo possiamo liberarci dei pidocchi e, soprattutto, delle loro uova?

Purtroppo no! O, perlomeno, non con una sola applicazione. Il punto è che generalmente la pediculosi è un fenomeno infantile (le statistiche parlano di oltre un milione di bambini contagiati ogni anno, solo in Italia). E l’azione dello shampoo in questione è, né più né meno, quella di un comune pesticida.

Davvero vogliamo lavare la testa dei nostri piccoli, applicando non una ma più e più volte una lozione tossica?

 

Shampoo antipidocchi o rimedi naturali: questo è il dilemma

 

Generalmente i prodotti farmaceutici, come lo shampoo antipidocchi, sono considerati più affidabili ed efficaci rispetto a prodotti erboristici o, peggio ancora, ai prodotti “fatti in casa”. E questo lo dicono le statistiche commerciali.

Ma come dar torto a chi, infestato da questi parassiti, vuol correre ai ripari? Il problema è tanto comune quanto improvviso, perciò la prima reazione è il panico assoluto! Ma è bene allora documentarsi velocemente per prendere di petto (anzi, è il caso di dire, di testa!) il problema ed evitare anche di utilizzare prodotti che danneggino noi o i nostri bambini.

Pochi sanno, infatti, che uno dei rimedi naturali e immediati più utilizzato è quello della lozione a base di acqua e aceto di vino, mescolati in parti uguali. L’aceto, in particolare, è molto efficace nello sciogliere quel forte legame colloso che tiene ben incollate le lendini (il nome scientifico delle uova di pidocchio) al fusto dei capelli.In modo tale, poi, da essere facilitati ad asportarle con un pettine a denti strettissimi e in acciaio.

Poi c’è chi consiglia l’impacco di maionese, chi il balsamo per capelli, entrambi metodi che – come l’aceto – servono ad indebolire l’ancoraggio delle uova ai capelli. Sicuramente si tratta di soluzioni da ripetersi più volte, fino alla completa disinfestazione, ma perlomeno – trattandosi di prodotti naturali – si sarà sicuri di non usare sostanze che irritano o intossicano i nostri tessuti cutanei.

 

I rimedi fai-da-te vincono davvero sullo shampoo antipidocchi?

 

Neanche le cure naturali più diffuse in sostituzione allo shampoo antipidocchi, in effetti, non è detto che siano realmente risolutive ed efficaci. Certamente armarsi di pazienza, quando si ha a che fare con i pidocchi è il primo passo verso la loro definitiva sconfitta.

Proprio la fretta nella scelta dei trattamenti da adottare, spesso, ci porta ad un effetto contrario a quello sperato, con un rallentamento alla risoluzione del problema.

 

Shampoo antipidocchi? NO! Rimedi della nonna? NO! E allora l’unica soluzione è radersi?

 

Shampoo antipidocchi o rasoio? Ovviamente, il problema pidocchi non è così grave come si pensa solitamente. Certo è molto fastidioso soprattutto perché, come abbiamo visto, è facilissimo il contagio ma lunga e lenta è la strada della guarigione completa! Ciò, però, non significa che il rimedio giusto per sbarazzarsene non c’è.

Per questo per trovare il trattamento naturale più consono e adatto alla nostra cute o, meglio ancora, a quella dei nostri bambini, è consigliabile andare sul sicuro e scegliere delle fonti documentate, come il nostro libro completo che parla anche dei più indicati shampoo antipidocchi //www.eliminarepidocchi.com/

Non solo pidocchi: occorre rimuovere le lendini cioé le uova dei pidocchi!

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lendini

ecco le lendini o uova dei pidocchi

 

Lendini: problemi in vista!

 

Oh, no! Anche la testa del tuo bambino è stata scelta come habitat da questi piccoli ma mostruosi parassiti, succhia-sangue? E hanno già deposto le loro lendini?

Ebbene, mamma, non disperare! Sappi che ogni anno anche le mamme di oltre un milione e quattrocentomila bambini e ragazzi sotto i 18 anni, sono vittime dell’infestazione di pidocchi. Ma veniamo al dunque.

Se sei capitata qui il motivo vero è che vuoi sbarazzartene al più presto, no? E per farlo dovrai prima conoscere su per giù il nemico da sconfiggere.

 

Cosa sono le lendini?

 

Le lendini sono le uova che i pidocchi femmina depongono non appena trovano un luogo caldo e accogliente (e senza farsi troppi problemi se è sporco o pulito!).

Si presentano di forma ovale e, precisamente, a lacrima. Sono saldamente attaccate al capello, a 3 – 4 mm dal cuoio capelluto, e si localizzano soprattutto sulla nuca e dietro le orecchie.

Attenzione, però: sono apparentemente simili alla forfora ma da questa si distinguono facilmente perché difficilmente asportabili. In generale, le lendini vicino al cuoio capelluto contengono i futuri pidocchietti, mentre quelle più lontane dalla testa sono solo gusci vuoti.

Su una persona contagiata ci sono al massimo 10 – 12 pidocchi, e centinaia di lendini.

 

Lendini: i futuri pidocchi

 

Di pidocchi, per quanto si possa scrutare attentamente la cute dei nostri bambini, se ne vedono solo raramente. Ma di lendini, be’, di quelle ne potrete contare veramente a centinaia.

Una femmina adulta depone ogni giorno almeno 8 – 10 uova, per un totale di circa 300 uova nell’arco della sua vita. Il pidocchio, infatti, compie il suo intero ciclo vitale sulla testa di una persona parassitata in 1 – 2 mesi.

Le lendini vengono deposte insieme ad una sostanza collosa che le tiene fortemente attaccate ai capelli, a circa 1 cm dalla emergenza del cuoio capelluto. Dalle lendini, dopo circa 7 – 10 giorni, nascerà poi la giovane ninfa, che inizierà quasi subito a nutrirsi del sangue dell’ospite.

Nel giro di una settimana, poi, le giovani femmine saranno già in grado di deporre a loro volta altre uova. Moltiplicando a dismisura l’infestazione e trasferendosi, appena se ne darà loro occasione, su un altro ospite.

Al di fuori del proprio ambiente, cioè la testa dell’uomo, le lendini possono rimanere in vita per una decina o quindicina di giorni, senza arrivare alla schiusa.

 

Questo permette ai pidocchi di scatenare delle vere e proprie epidemie, all’interno di piccole comunità come il nucleo famigliare, ma proliferando spesso anche in ambienti più estesi, come nelle scuole, sui treni, ecc.

 

Come prevenire le lendini?

 

Lendini? La prima reazione, spesso, è quella del panico. Ma, come dicevamo prima, la pediculosi è un problema estremamente diffuso, non è indice di sporcizia ed è una condizione temporanea.

Certo, la brevità o meno dell’infestazione dipenderà sempre e solo dal nostro agire. Sicuramente, di prevenzione è inutile parlare. Anzi, chiariamo sin da subito: non esiste prevenzione alla pediculosi!

Ma in compenso, esistono dei piccoli accorgimenti che ci permettono di cogliere in tempo un possibile contagio. Basterà, infatti, dedicarsi periodicamente a delle ispezioni del capo dei nostri bambini e il gioco è fatto.

Ogni 10-15 giorni, magari dopo un bagnetto, con molta delicatezza e sotto forma di gioco, converrà guardare con un po’ d’attenzione tra i capelli del piccolo, dividendoli in zone così da essere facilitati nella ricerca di eventuali “presenze malefiche”.

 

Come agire in presenza di lendini?

 

Se poi, durante una delle nostre saltuarie ispezioni, notiamo qualcosa di sospetto, allora non cadiamo nell’errore consueto di allarmarci (spaventando così anche il nostro pargolo!) e affidiamoci a chi magari da questo problema ci è già passato, uscendone a testa alta (e pulita!).

Qui di rimedi efficaci, veloci e, soprattutto, non dannosi (come quelle lozioni pesticide che ci passano in farmacia!) ne troverete a bizzeffe. Date un’occhiata e di pidocchi e lendini non ne vedrete mai (o quasi) più: http://www.eliminarepidocchi.com/

 

Foto pidocchi: ecco come riconoscere la pediculosi

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ecco le foto pidocchi

le foto pidocchi sono importanti per riconoscere la pediculosi

 

Foto pidocchi: il primo passo per sconfiggerli

 

Foto pidocchi: disperarsi non servirà a far saltare via dalla vostra testa o da quella dei vostri bambini questi insidiosi parassiti emofagi. Perciò armiamoci di pazienza, speranza e tanta voglia di documentarci, se davvero vogliamo sbarazzarci di questi ospiti proprio non graditi.

Per prima cosa, chiediamoci, come sono fatti i pidocchi? Qual’è il loro aspetto? Per saperlo basterà semplicemente cercare “foto pidocchi” su un motore di ricerca e il gioco – solo il primo! – è fatto!

Perché cercare “foto pidocchi” e non subito i rimedi?

 

La risposta è semplice: guardare attentamente foto pidocchi, innanzitutto per accertarsi di avere davvero a che fare con un fenomeno di pediculosi e non di una qualche altra infestazione. Quindi poi, certi di non fare confusione, si potrà agire di conseguenza.

Sarà bene in certi casi notare che, insieme alle foto dei pidocchi, compariranno anche quelle delle loro uova (dette lendini), difficilmente distinguibili ad un primo sguardo da una comune forfora o desquamazione del cuoio capelluto.

Perciò sarà bene procurarsi una lente d’ingrandimento e fare attenzione alla posizione delle uova: in genere si troveranno a circa 5-8 millimetri dal cuoio capelluto, ben attaccate al fusto del capello (o del pelo).

Il colore sarà un altro fattore a nostro favore: si presentano in una prima fase chiare (grigio-biancastri); man mano che si avvicina il tempo della schiusa (circa 10 giorni in totale) iniziano ad imbrunirsi, diventando addirittura marroncine.

Foto pidocchi: seconda fase

 

Una volta acquisite le dovute informazioni attraverso la ricerca delle foto dei pidocchi e delle loro uova, perciò, occorrerà passare al setaccio (letteralmente) la testa che si ritiene essere infestata.

Innanzitutto posizionarsi sotto una fonte di luce diretta sarebbe l’ideale. Procurarsi – come abbiamo detto precedentemente – una lente d’ingrandimento e procedere alla “caccia ai mostri” e, in base alle informazioni acquisite, al riconoscimento degli insetti adulti e delle loro uova.

Per agevolare ulteriormente la ricerca basterà bagnare i capelli e suddividerli in zone con un pettine a denti strettissimi e in acciaio (che poi dovrà essere passato su tutta la lunghezza dei capelli).

 

Foto pidocchi: informazioni utili e tempi del contagio

 

Insieme alle immagini nelle foto pidocchi, poi, noteremo le tante altre notizie che ci verranno fornite. Ad esempio, da quant’è che ospitiamo involontariamente sulla nostra testa i piccoli ma fastidiosi insetti.

Ciò ci aiuterebbe a capire chi delle persone vicino a noi potremmo aver contagiato e, quindi, a contenere una vera e popria epidemia, avvisando per tempo e senza alcuna vergogna i nostri colleghi di lavoro, o le insegnanti della scuola dei nostri figli, ecc.

Un’altra utile informazione che è bene acquisire è che una femmina adulta di pidocchio riesce a deporre dalle 5 alle 12 uova al giorno, che a loro volta si schiudono dopo circa dieci o quindici giorni. In genere, infatti, ci si accorge di essere stati contagiati dopo la prima schiusa, quando il prurito e la sensazione di sentire le loro zampine muoversi tra i nostri capelli diventa sempre più insostenibile.

Soprattutto sarà bene controllare le zone dietro la nuca e dietro le orecchie: è lì che preferiscono annidarsi e deporre le uova!

 

Una volta individuati lendini e insetti adulti, confrontati con le foto pidocchi che abbiamo precedentemente cercato, si può così iniziare ad applicare i rimedi più consoni e adatti al nostro caso.

C’è chi preferisce rivolgersi al proprio medico e utilizzare i farmaci pesticidi più comuni;  ma è consigliabile fermarsi ai rimedi naturali: ciò per evitare di intossicare la nostra cute con sostanze tossiche che spesso devono anche essere utilizzate periodicamente per ottenere un qualche risultato funzionale.

 

Foto pidocchi: rimedi naturali e consigli

 

Dopo aver accuratamente consultato le foto pidocchi, per aiutarci con i rimedi naturali, o fai-da-te, che non danneggiano noi ma solo i diretti interessati, ovvero i pidocchi, potremmo ricorrere al metodo dell’aceto di vino mescolato ad acqua: una soluzione che scioglie il legame colloso che tiene le lendini ben ancorate al fusto dei capelli, così da poterle più facilemente asportare con un pettine, a denti strettissimi e rigorosamente d’acciaio, o con le unghie.

Un altro metodo è quello di applicare il balsamo su tutta la lunghezza dei capelli, prima di procedere sempre col solito pettinino e con tanta meticolosità. Il nostro consiglio è quello di leggere il libro completo al link sotto, se davvero non vuoi perdere la testa dietro alle troppe informazioni che ti bombardano sul web solo digitando il binomio “foto pidocchi”  eliminare pidocchi.

Pidocchi della testa

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trattamenti pidocchi

cosa devi sapere sui pidocchi della testa

 

Pidocchi della testa

 

I pidocchi della testa (Pediculus humanus capitis) colpiscono – solo in Italia – circa un milione e quattrocentomila persone ogni anno.

Un vero grattacapo (è proprio il caso di dirlo!), se si pensa che i numeri delle vittime sembrano aumentare man mano che si scende con le fasce d’età: nei nidi, nella scuola primaria e nei primi anni di scuola elementare, infatti, i pidocchi della testa sembrano trovare i loro banchetti preferiti.

Attraverso i piccoli ospiti, poi, si diffondono generalmente a tutto il nucleo familiare.

 

La pediculosi della testa si contrae solo per contatto diretto

La trasmissione dei pidocchi della testa, infatti, avviene letteralmente da “testa a testa” o, comunque, utilizzando oggetti infestati.

Pettini, spazzole, cappelli, ma anche indumenti, cappotti e altri effetti personali utilizzati e scambiati senza le dovute cautele, spesso proprio tra i più piccoli, sono i mezzi attraverso cui si diffonde velocemente questo parassita, tanto piccolo quanto difficile da combattere.

Hai preso i pidocchi della testa? Quali sono i sintomi?

 

I pidocchi della testa non sono pericolosi e non diffondono malattie di alcun tipo, ma sono contagiosi e molto, molto fastidiosi! Le loro punture, attraverso cui prelevano il sangue per nutrirsi, provocano spesso infiammazioni e forte prurito.

E se parliamo di bambini, fare in modo che non si grattino è quasi impossibile. Per cui, spesso si assiste alla comparsa di piccole piaghe o chiazze rosse sulla superficie del cuoio capelluto, conseguenza dei graffi per il continuo sfregamento.

 

E quali sono i segni del contagio da pediculosi della testa?

 

I pidocchi della testa, anche se molto piccoli, sono ben visibili a occhio nudo. Meno facili da distinguere da una semplice forfora, invece, sono le loro uova – dette lendiniche vengono deposte in numeri da 4 a 6 al giorno, per femmina. L’aspetto è quello di minuscoli puntini di colore giallo, marrone chiaro o marrone (prima che si schiudano).

A meno che l’infestazione non sia già estremamente persistente, è più comune riuscire a vedere le lendini nei capelli di un bambino anziché di scovare i pidocchi vivi, muoversi liberamente sul cuoio capelluto dei nostri bambini.  

I pidocchi depongono le lendini sui capelli, proprio vicino al cuoio capelluto, dove la temperatura è ideale per la conservazione a caldo, fino alla schiusa. Anche se appaiono simili alla forfora, queste piccole uova non possono essere rimosse mediante spazzolatura o semplicemente “scrollandosele di dosso”.

 

Le uova dei pidocchi si schiudono entro 1 o 2 settimane dopo la deposizione. Successivamente, schiudendosi, si può notare come il guscio – che ora apparirà bianco o, comunque, molto chiaro – continua ad essere saldamente attaccato al fusto del capello. Questa è la fase in cui è più facile individuare la presenza dei pidocchi del capo; man mano che i capelli crescono, il guscio si sposta sempre più lontano dal cuoio capelluto.

Come trattare i pidocchi della testa?

 

Comunemente si sceglie di combattere i pidocchi della testa con i cosiddetti “rimedi della nonna” o metodi del fai-da-te. La tecnica dell’aceto, ad esempio, e più precisamente del pettine imbevuto in una “lozione” di acqua e aceto in parti uguali è la più quotata.

Ma non è detto che sia la soluzione definitiva. E comunque applicarla comporta tempo e molta attenzione soprattutto nei giorni successivi (almeno per le due settimane seguenti, il tempo massimo della schiusa delle lendini).

 

Le migliori armi contro i pidocchi della testa: disinfestazione di tutti gli effetti personali e… Tanta pazienza!

Sicuramente tra i passi successivi alla scoperta dei pidocchi sulla testa del nostro bambino, un’ottima mossa sarebbe quella di disinfestare pigiami, biancheria intima e lenzuola (lavando il tutto almeno a 60 gradi) e soprattutto controllare pettini, spazzole e tutto ciò che ha a che fare con i capelli (fermaglietti, cappelli, bandane, ecc.)

 

Pidocchi della testa: come agire per eliminarli definitivamente?

 

Di certo consultando internet di soluzioni se ne trovano anche troppe al “problema pidocchi”. Ma come smaltire le troppe informazioni con consigli pratici, veloci e soprattutto efficaci? Scoprilo subito, consultando ora il libro su come eliminare i pidocchi della testa: www.eliminarepidocchi.com 

 

Pidocchi del pube

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riconoscere i pidocchi del pube

come distinguere i pidocchi del pube

Pidocchi del pube: cosa sono?

 

I pidocchi del pube, volgarmente noti come piattole proprio per la loro forma schiacciata, sono degli insetti – purtroppo – molto comuni e parassiti dell’uomo. Generalmente infestano le zone del corpo ricoperte da peli, arrivando anche a colpire le ascelle, sopracciglia e barba.

Il nome scientifico di questo fastidioso insetto è Phthirus pubis e appartiene alla famiglia dei Pediculidi, la stessa dei celeberrimi pidocchi della testa.

A differenza di questi, però, il pidocchio del pube si presenta – oltre che appiattito – più largo ma molto più corto. Come gli altri pediculidi ormai grazie ad internet riconoscibili grazie alle foto dei pidocchi, invece, anche i pidocchi del pube si nutrono esclusivamente di sangue.

 

Pidocchi del pube: niente panico!

 

Essere infestati dai pidocchi del pube non è sicuramente una passeggiata, sono fastidiosi, danno una sensazione di sporco e provocano molto imbarazzo. Ma di certo non è il caso di allarmarsi troppo: infatti, questi insidiosi parassiti, non portano altre malattie e tendenzialmente prediligono attaccarsi a individui sani e puliti.

Certo, è bene chiarire sin da subito, che sbarazzarsene definitivamente non è semplice e dipende solo dalla vostra pazienza e costanza nel trovare il modo più adatto e meno dannoso.

 

Pidocchi del pube: contagio

 

La pediculosi del pube – come accennato prima – è una condizione molto più diffusa di quanto si possa comunemente pensare. E questo, molto probabilmente, dipende dalla facilità con cui si può esserne contagiati: basta un contatto diretto con un portatore o anche, e più semplicemente, attraverso l’utilizzo di indumenti o effetti personali infestati.

E attenzione: i pidocchi possono sopravvivere senza nutrirsi anche per 10 o 15 giorni, il che porta spesso a delle vere e proprie epidemie.

 

Pidocchi del pube: altri fattori da non sottovalutare

 

Caratteristica comune dei pidocchi del pube con gli altri parassiti da infestazione è la velocità con cui si riproducono, così da poter presto invadere (letteralmente) intere “zone” in tempi brevissimi.

Pensiamo, ad esempio, a come si sviluppano le epidemie a partire dalle scuole: da uno due individui contagiati a tutta la comunità scolastica, in poco più di una settimana. Per non parlare poi delle famiglie degli studenti, dei colleghi di lavoro dei famigliari degli studenti, e così via.

In men che non si dica, l’infestazione si estende. Questo perché una femmina adulta di phthirus pubis riesce a deporre giornalmente circa 10 uova – dette tecnicamente lendini – che nel giro di 7, o 10 giorni al massimo, si schiudono.

Pidocchi del pube: come individuarli?

 

Una volta che i pidocchi del pube si insediano, iniziano a nutrirsi. Questo sicuramente potrebbe essere il primo sintomo da non farsi sfuggire, se si vuole contenere il moltiplicarsi spropositato dei pidocchi sul nostro corpo (e su quello di chi ci sta più vicino!).

Non appena, infatti, la loro saliva entra in contatto con la nostra pelle crea una reazione facilmente riconoscibile: forte prurito e la comparsa di piccole vescicole rossastre, proprio in corrispondenza del loro morso.

Il secondo passo dopo che si saranno alimentati sarà indubbiamente quello di riprodursi. Allora potremo notare la comparsa di tanti piccolissimi puntini chiari: le lendini. L’effetto sarà come quello della comune forfora tra i capelli.

 

Pidocchi del pube: come intervenire?

 

Il primo passo da intraprendere nel caso si avesse il dubbio di essere stati colpiti da pediculosi del pube potrebbe essere radersi. Sicuramente aiuterebbe a ridurre e, comunque, a contenere il problema. Radendosi, infatti, si fa in modo che i pidocchi perdano il loro punto d’appoggio: il fusto del pelo.

La loro struttura corporea gli permette di muoversi e di restare aggrappati solo in presenza di peluria. Ed è proprio a pochi millimetri dalla pelle, sempre sul fusto del pelo, che depongono le loro uova, ancorandole saldamente con una sostanza collosa, non solubile in acqua, in modo che non si disperdano.

Consigliabile è, inoltre, astenersi dai rapporti sessuali durante il periodo del contagio. Ciò proprio per evitare – come dicevamo – di scatenare un’epidemia.

 

Pidocchi del pube: eliminarli definitivamente

 

I rimedi proposti per combattere questi fastidiosissimi pidocchi del pube sono davvero tanti. Spesso, però, l’effetto di alcuni trattamenti non è quello sperato. Allora, come scegliere il metodo più adatto alla nostra pelle e più efficace? Noi abbiamo individuato, tra le tante proposte, la soluzione che cercate. Consultate ora il libro completo http://www.eliminarepidocchi.com/

 

 

Contro i pidocchi

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ecco come agire contro i pidocchi

agire contro la pediculosi

Contro i pidocchi: come combattere un’infestazione

 

Il problema dei pidocchi, molto comune tra i nostri bambini ma non solo, è stato, è e sarà presente in almeno una famiglia su due. Chi non ha mai preso i pidocchi a scuola?

Purtroppo ancora non esistono trattamenti preventivi contro questi piccoli parassiti insidiosi. Ma qui vogliamo darvi qualche piccolo ma utile consiglio per non farvi perdere d’animo e per eliminarli nel miglior modo possibile… e in poco tempo!

La migliore arma contro i pidocchi? Conoscere i loro “gusti” e non sottovalutare il problema

 

Contro i pidocchi: a far esplodere delle vere e proprie epidemie di pediculosi è, spesso, una scarsa attenzione ai sintomi e ai segni del contagio, aggiunta a quella dose di disinformazione che ancora aleggia sull’argomento in questione.

Infatti, le notizie che ci giungono sui pidocchi sono nella maggior parte dei casi quanto meno scorrette e poco esaustive: spesso si pensa che per non essere contagiati, basta solo essere puliti.

Ma così non è. Anzi, è esattamente il contrario: le teste (e non solo!) che prediligono, sono proprio quelle più pulite.

Altro accorgimento importante è quello di non sottovalutare il problema: è vero che i pidocchi non portano malattie, ma sono contagiosi e molto, molto fastidiosi! Liberarsene, poi, è un vero grattacapo (è proprio il caso di dirlo!).

 

Contro i pidocchi: qualche accorgimento per fermarli in tempo

 

Come dicevamo, non esiste nessun modo per prevenire il problema. Ma qualche piccolo accorgimento può fare in modo che, quanto meno, si scopra il problema per tempo, così che se ne eviti un’espansione incontrollabile nel nostro nucleo familiare e oltre.

Ad essere maggiormente colpiti dalla pediculosi sono i bambini, soprattutto nelle fasce d’età inferiori ai 10 anni. Per cui, basterà tenere d’occhio le loro teste per evitare di essere colti alla sprovvista. Controllando periodicamente – almeno ogni 10 o 15 giorni – tra i capelli dei nostri piccoli, sarà difficile non accorgersi di un eventuale contagio.

Cosa cercare tra i capelli? Parliamo di uova per agire contro i pidocchi

 

Se è la prima volta che ci troviamo ad affrontare questo tipo di problema, allora sarà bene partire da zero. La prima cosa da fare è cercare delle foto di pidocchi e lendini (è questo il nome delle loro uova) per avere un’idea del loro aspetto. Dopodiché, si potrà procedere alle periodiche ispezioni di cui parlavamo prima.

Procurandosi una lente d’ingrandimento e posizionandosi sotto una fonte di luce diretta avremo una migliore visibilità, per cui eventuali presenze non gradite salterebbero subito ai nostri occhi. Per aiutarci nella ricerca, basterà inumidire i capelli della testa in questione e dividerli in zone con un pettine.

 

Hai notato qualcosa di strano? Agisci tempestivamente e senza panico contro i pidocchi

 

Durante una delle periodiche incursioni tra i capelli del tuo bambino, hai notato delle piccole particelle bianche? Fai attenzione! Prova ad asportarle con le dita. Se verranno via facilmente, allora si tratterà di semplice forfora o desquamazione cutanea.

Ma se tirarle via richiederà un po’ di sforzi e l’impiego delle unghie, allora non avere più dubbi: i pidocchi si sono trasferiti senza preavviso sulla testolina del tuo bambino! Ma niente panico e, soprattutto, niente vergogna.

Come già abbiamo accennato, avere o no i pidocchi non dipende minimamente da quanto ci si lava o, peggio, dall’estrazione sociale dell’individuo. Il contagio è una cosa naturale e molto, molto comune, in particolare quando si tratta di bambini. E poi, stiamo sempre parlando di un problema momentaneo, di cui ci si libera facilmente se si scelgono i trattamenti più adatti ed efficaci.

 

Rimedi contro i pidocchi: quali sono i più efficaci e meno invasivi?

 

Sul mercato, nelle pubblicità ma anche solo col passa parola da mamma a mamma, veniamo spesso bombardati di informazioni e prodotti antipidocchi che hanno l’unico effetto di disorientarci ulteriormente. Allora come scegliere? Qui vi proponiamo una soluzione: consultate il nostro libro completo, pieno di ottimi ed efficaci rimedi contro i pidocchi: http://www.eliminarepidocchi.com/

 

 

L’aceto contro i pidocchi

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aceto contro i pidocchi

scopri se utilizzare l’aceto per eliminare i pidocchi

Spesso, nella lotta ai pidocchi, vorremmo evitare di utilizzare sui nostri bambini sostanze tossiche,

come  i classici shampoo anti-pidocchi che ormai ci propongono sempre più indiscriminatamente pubblicità, farmacie e pediatri.

Allora partono le infinite e sconsolanti ricerche sul web alla scoperta dei metodi “della nonna”, delle “lozioni fai-da-te” e così via. Uno dei più gettonati suggerimenti di queste ricerche è l’aceto.

Esattamente, “aceto pidocchi” sarà la keyword che si presenterà più frequentemente ai nostri occhi nella ricerca di questo tipo di soluzioni.

 

Come si utilizza l’aceto anti-pidocchi?

Come dicevamo, l’aceto contro la pediculosi è uno dei metodi più utilizzati e ricercati sul web. Il suo utilizzo è semplice, è un prodotto naturale, atossico (è un condimento che spesso compare sulla nostra tavola!) e facilmente reperibile.

La preparazione della lozione consiste nel mescolare in parti uguali aceto di vino e acqua, con cui poi si laverà il capo infestato dai pidocchi. Ma la fase più efficace sarà quella successiva: con un pettine a denti strettissimi, rigorosamente in acciaio, si procede alla “mietitura” dei piccoli e fastidiosi parassiti e, soprattutto, delle loro uova (dette lendini).

Ma l’aceto contro la pediculosi è efficace?

A conti fatti, l’aceto di per sé non risulta utile ad allontare o uccidere i pidocchi. Ciò perché si tratta – come abbiamo già detto – di un prodotto naturale e, in particolare, perché non verrà minimamente assorbito dall’organismo di questi fastidiosi parassiti dell’uomo.

L’aceto, infatti, serve solo ad annullare o, comunque, ad indebolire sensibilmente il legame colloso e non solubile in acqua che producono quando depongono le uova, per lasciarle fortemente ancorate al fusto del capello o del pelo fino alla schiusa.

Tutto il resto lo farà il pettine d’acciaio e la nostra pazienza a scovare ad una ad una le lendini ed asportarle.

 

Una regola fondamentale del metodo aceto anti-pidocchi

Nel trattamento con l’aceto ricordarsi sempre di non adoperare mai aceto puro direttamente sul cuoio capelluto. Uno: perché non lo renderà più efficace. E due: in questo modo l’odore pungente e riconoscibilissimo del prodotto vi accompagnerebbe a lungo, rendendo anche riconoscibile ai più sensibili d’olfatto a che trattamento si sta ricorrendo! E questo potrebbe essere anche fonte di imbarazzo.

Perciò ricordiamoci di aggiungere alla nostra lozione di aceto e acqua anche qualche goccia di fragranza di lavanda o limone per confondere l’odore.

Ma come capire se l’aceto anti-pidocchi ha avuto la sua efficacia?

Dopo il trattamento con l’aceto antipidocchi è bene accertarsi sempre se effettivamente abbiamo avuto noi la meglio sui piccoli ma insidiosi insetti emofagi o viceversa.

Per cui, dopo una decina di giorni dall’applicazione della lozione a base d’aceto, controllare se sul cuoio capelluto trattato sono ancora presenti delle uova. In questo caso vorrà dire che alcuni pidocchi sono sfuggiti al pettine dopo il lavaggio con l’aceto. D’altra parte per questi animaletti è facile mimetizzarsi.

 

Per scovare i pidocchi dopo l’applicazione dell’aceto

Occorrerà, pertanto, procedere ad un’attenta osservazione della testa infestata e, per farlo accuratamente, basta procurarsi una lente d’ingrandimento che ci aiuterà nella “caccia al mostro”.

Non conosci l’aspetto dei pidocchi?

Niente panico! Basterà confrontarsi con le tante immagini disponibili, ben ingrandite, per avere un’idea più dettagliata del loro aspetto e, in questo modo, per essere certi di essere affetti da pediculosi e non da altro!

Dunque, per eliminare i pidocchi con metodi naturali e non nocivi, si possono trovare sul web tante – forse troppe! – soluzioni proposte. Ma se vuoi andare sul sicuro, dopo tanto girovagare su Google, ho un consiglio per te. Fai come me, leggi il libro completo che ti indirizzerà su come sconfiggerli, senza danneggiare i tuoi capelli con sostanze tossiche. Ma, da non sottovalutare, saranno anche i tanti metodi proposti su come prevenire la pediculosi

Non esiste solo il rimedio dell’aceto. Scopri la soluzione naturale più adatta alla tua cute, leggendo il libro completo http://www.eliminarepidocchi.com/

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